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Slot machine, la sua storia e i suoi simboli

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Ancora oggi, quando si pensa a uno degli intrattenimenti più amati di tutti i tempi, è inevitabile che fra le immagini associate vi sia anche quella intramontabile di una slot machine. Non si tratta certamente di una posizione immeritata: si tratta del macchinario che più di altri è diventato simbolo del casinò, per quanto le sue origini rimandino a contesti molto meno scintillanti. La storia della slot machine infatti comincia poco prima della fine del’800 negli Stati Uniti, quando la frontiera americana non era stata interamente domata eccezion fatta per le zone urbanizzate della West Coast.

È proprio alla California, e nello specifico alla città di San Francisco, che riconducono i natali delle prime slot machine, grazie alle intuizioni di Charles Fey. Questi, un immigrato tedesco proveniente dalla zona della Baviera, giunse in cerca di fortuna negli Stati Uniti nel 1885: la sua esperienza da meccanico gli consentì di trovare impiego presso la Western Electric Works, dove cominciò a studiare possibili miglioramenti da apportare alle antenate delle slot machine. Infatti già esistevano, ospitati in locali pubblici, dei rudimentali macchinari che sfruttavano un meccanismo divenuto poi celebre: riguardo questi primi modelli, per comprendere come funzionano le slot machine è sufficiente tenere presente come i singoli simboli mostrati siano impressi sulla superficie di più rulli affiancati, i quali vengono messi in moto da una leva e finiscono per allinearsi in maniera casuale, mostrando i simboli in una finestrella. I simboli utilizzati erano, in questa fase, principalmente i semi delle carte francesi: sebbene oggi non siano più in voga come allora, all’epoca il loro utilizzo derivava dal tentativo di accostare la combinazione vincente delle slot a quelle ottenibili nel poker, grande passione del periodo. L’allineamento dei simboli era verificato da un addetto, al quale veniva quindi demandato il compito di constatare l’esito finale.

Proprio questo passaggio, ossia il riconoscimento dell’esito, fu quello sul quale si concentrarono gli sforzi di Fey che, insieme ad altri colleghi, perfezionò la prima slot automatizzata, in grado quindi di funzionare senza un addetto. Il primo modello di successo fu la cosiddetta liberty bell, nome datole da uno dei simboli scelti per essere impressi nei suoi rulli. Si pensò infatti di dare al macchinario una forte impronta nazionale, e venne allo scopo scelta una rappresentazione della liberty bell, la campana associata alla rivoluzione americana tutt’oggi conservata a Philadelphia: l’utilizzo di una campana tra i simboli delle slot, usanza rimasta ancora oggi, deriva proprio da questa fortunata intuizione.

Un’altra curiosità è quella legata all’utilizzo di simboli di frutti, anche in questo caso tutt’oggi utilizzatissimi tanto che, in alcuni paesi, le slot sono colloquialmente chiamate fruit machine. Si tratta nuovamente di un retaggio della storia del macchinario, che in origine come premio distribuiva caramelle o gomme da masticare alla frutta: l’ottenimento di una combinazione vincente veniva ricompensato in tal modo per facilitare la diffusione delle slot su tutto il territorio nazionale, la cui estensione rendeva possibili regole diverse in zone diverse. A lungo frainteso è stato poi l’uso del simbolo BAR, rimasto inalterato col passare del tempo: si è infatti spesso ritenuto che tale dicitura fosse legata al locale che ospitava la macchina, spesso un bar o un saloon; in realtà il simbolo è sì legato alle origini delle slot, ma in un altro senso. Si tratta infatti del logo della Bell-Fruit Gum Company, una fabbrica di gomme da masticare: con tutta probabilità, l’utilizzo del logo era legato per ragioni pubblicitarie ai premi, verosimilmente prodotti proprio dalla fabbrica in questione, ed è poi rimasto indissolubilmente legato alle slot anche una volta abbandonati i premi in caramelle.

L’evoluzione delle slot, infatti, le ha portate ad attraversare diverse innovazioni: dai primi display ai primi processori, ai macchinari con jackpot cumulativo fino ad arrivare, anche grazie all’evoluzione delle infrastrutture di rete, alla loro digitalizzazione pressoché integrale, ospitate sui siti di numerosi operatori del web. Quello che non è cambiato è il loro fascino, che ben si accompagna anche ai simboli che vi rimangono associati da decenni: fra questi il numero 7, che rimane ancora oggi largamente in uso anche quando i simboli siano più legati agli innumerevoli temi delle slot online. Si tratta di un’eredità di quando il numero era associato, in maniera simile al quadrifoglio o al ferro di cavallo, alla buona sorte: un simbolo quindi di buon augurio, la cui inclusione rappresenta solo una fra le tante curiosità legate alle origini di un passatempo che sembra ignorare il trascorrere degli anni.