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La top 5 dei calciatori italiani più forti ed amati di sempre

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L’Italia è da sempre patria di fenomeni del calcio. Quali sono stati i calciatori italiani più forti e famosi di sempre che hanno vestito la maglia Azzurra?

Si sa che il calcio è una delle più grandi passioni degli italiani. Ogni anno, milioni di tifosi in tutto il paese seguono le imprese della propria squadra del cuore, che sia in Serie A o in Eccellenza non importa, ciò che conta è tifare. E la passione si unisce e aumenta quando si tratta di Nazionale, perché i tifosi delle varie squadre si uniscono sostenendo un unico colore: l’azzurro.

Nel corso di un secolo e più di storia, sui campi di Serie A e non sono scesi moltissimi giovani giocatori italiani, alcuni dei quali più di altri hanno fatto breccia nel cuore delle persone. Recentemente alcune importanti testate sportive hanno stilato una classifica con i giocatori italiani più forti ed amati di sempre. Vediamo insieme quali sono i primi di questa classifica.

La classifica dei calciatori italiani più forti di sempre

Gianni Rivera: il bambino d’oro

Già inserito anche nella classifica dei centrocampisti più forti di sempre, per quanto riguarda esclusivamente i giocatori italiani Gianni Rivera ha conquistato il primo posto di questa prestigiosa classifica.
Nato ad Alessandria nel 1943, è senza dubbio uno calciatori italiani più famosi nel nostro Paese ed anche all’estero. La sua fama è dovuta soprattutto al fatto di essere stato il primo calciatore italiano ad aver vinto il Pallone d’Oro nel 1969: il più ambito riconoscimento individuale che si assegna ad un giocatore di calcio.
Il più grande giornalista sportivo di tutti i tempi, Gianni Brera lo soprannominò subito il “bambino d’oro“, o “golden boy” dal momento che fin da subito si mise in luce nelle fila della squadra della sua città, l’Alessandria. Proprio per questa sua immensa bravura l’esordio in Serie A non tardò ad arrivare: era il 2 giugno del 1959 e Giovanni Rivera, detto Gianni, non aveva ancora compiuto sedici anni quando fu fatto giocare una maniata di minuti in Alessandria-Inter nel massimo campionato nazionale italiano. In quella stessa stagione, grazia ad una rete messa a segno, diventa anche il secondo giocatore più giovane della Serie A ad aver fatto gol, dietro al collega Amedeo Amadei.
Grazie a questi traguardi, viene notato da Franco Pedroni che lo propone al Milan.
Considerato troppo esile e gracile, data anche la sua giovane età, viene lasciato maturare nella squadra della sua città ancora un anno.

Nella stagione successiva, Rivera mette a segno 6 reti in 27 presenze che gli valgono la chiamata in rossonero nella stagione 1960/1961. La maglia rossonera gli si cucirà addosso per ben diciannove stagioni nel corso delle quali ha vinto tre campionati italiani, due Coppe dei Campioni ed il Pallone d’Oro nel 1969.

Per quanto riguarda la sua carriera in azzurro, invece, Rivera è considerato senza dubbio uno calciatori italiani più forti fin da subito. Infatti, il suo esordio in azzurro arrivò ad appena 18 anni, il 13 maggio 1962, nell’amichevole di Bruxelles vinta 3 a 1 contro il Belgio. Dopo due Mondiali che hanno lasciato l’amaro in bocca alla nostra Nazionale, Rivera diventa campione d’Europa nel 1968, pur non disputando la finale a causa di un infortunio.
In conclusione, dunque Gianni Rivera è stato un trequartista fenomenale e molto efficace. Un giocatore d’altri tempi ed uno dei più forti giocatori d’Italia.

Roberto Baggio: tra i calciatori italiani più famosi e conosciuti nel mondo

Il Divin Codino ha fatto innamorare moltissimi italiani ed italiane: nella sua carriera ha vestito le maglie di diversi grandi club della Serie A, e si è imposto come uno dei talenti più puri di sempre. Non a caso, una delle reti di Roberto Baggio è stata inserita nella classifica dei gol più belli della storia.

Nato il 18 febbraio 1967 a Caldogno, in provincia di Vicenza, il suo talento calcistico esplode molto presto tant’è che già all’età di 15 anni viene ingaggiato dal Vicenza, in serie C. Non ancora maggiorenne, nella stagione 1984/85 mette a segno 12 goal in 29 partite ed aiuta la squadra nella promozione in Serie B.

Il suo talento viene notato e viene ingaggiato dalla Fiorentina con la quale esordirà in Serie A nel 1986 contro la Sampdoria. Baggio ha vestito la maglia viola fino al 1990, anno in cui viene acquistato dalla Juventus. In bianconero metterà a segno 78 reti in 5 campionati. Con la maglia bianconera vince uno scudetto, una coppa Uefa e una coppa Italia.

Dopo l’esperienza in bianconero, Baggio passa al Bologna dove arriverà a segnare 22 reti in 30 partite, il suo record personale e, grazie a lui, il Bologna si salva dalla retrocessione. Successivamente passerà una stagione piuttosto deludente all’Inter per poi essere ingaggiato del Brescia, squadra nella quale arriva a siglare la sua rete numero 200 in serie A, entrando con grande merito nell’olimpo dei goleador, insieme a nomi storici quali Silvio Piola e Giuseppe Meazza.

Per quanto riguarda la Nazionale, Roberto Baggio è considerato senza dubbio uno dei calciatori italiani più forti di sempre.
Ai Mondiali casalinghi di Italia ’90, il giocatore vicentino contribuisce al sogno azzurro che si infrangerà poi nella semifinale contro l’Argentina del temutissimo Diego Armando Maradona.
E’ nel Mondiale del 1994 che Baggio dà il meglio di sé. Il divin codino disputa 7 partite segnando 5 reti, tutte importantissime, che portano l’Italia in finale contro il Brasile. La partita termina in pareggio e la vittoria del più prestigioso trofeo del calcio viene affidato alla lotteria dei rigori. Baggio è l’ultimo rigorista ed il suo tiro finisce sopra la traversa. La coppa è del Brasile.

La sua carriera si conclude il 16 maggio 2004; al suo attivo vi sono 205 reti in serie A e 27 reti in 56 partite giocate con la maglia della Nazionale. Nel 1993 vince il prestigiosissimo Pallone d’Oro, nel 1994 il premio FIFA World Player. È l’unico calciatore italiano ad aver segnato in tre diverse edizioni dei Campionati del mondo (1990, 1994 e 1998).
Roberto Baggio è senza dubbio uno dei giocatori italiani di calcio più amati all’estero.

Giuseppe Meazza: il più promettente tra i calciatori italiani

Al terzo posto della classifica dei giocatori italiani più forti della storia c’è Giuseppe Meazza: basterebbe dire che a lui è stato intitolato lo stadio di Inter e Milan, per capire la sua grandezza.
Giuseppe Meazza è nato il 23 agosto 1910 a Milano e veste la sua prima maglia nerazzurra a soli quattordici anni entrando nella squadra giovanile.
Dopo aver perso il padre nella Prima Guerra Mondiale e vivendo con la madre venditrice di frutta al mercato di Milano, Meazza spera di riuscire ad ottenere un riscatto nella sua vita con la carriera da calciatore. E così sarà.

Nel 1927 Meazza fa il suo esordio con la prima squadra nel torneo Volta di Como nel quale si mette in mostra realizzando due gol e regalando la Coppa Volta alla propria squadra.
Nel 1929 disputa il suo primo campionato di Seria A disputando 33 partite su 34 con l’Ambrosiana-Inter e vincendo lo scudetto 1929/30 e la classifica dei cannonieri, segnando ben 31 gol.
Pochi anni più tardi, nel 1936 conquistò nuovamente il titolo di miglior cannoniere del campionato italiano con 25 gol. I suoi gol in serie A sono stati in totale ben 267.

Per quanto riguarda la Nazionale, Giuseppe Meazza fece il suo esordio in azzurro il 9 febbraio 1930 a Roma: segnò 2 gol alla Svizzera e l’Italia vinse per 4 a 2. La consacrazione, però, arrivò pochi mesi più tardi quando a gli azzurri umiliarono la grande Ungheria con un sonoro 5 a 0: tre di quei gol sono realizzati proprio da quel ventenne centravanti.
Nel 1934 Giuseppe Meazza, battendo nella finale di Roma la Cecoslovacchia per 2 a 1, conquista il titolo di campione del Campionato Mondiale disputato in Italia.

Con la maglia azzurra, Giuseppe Meazza, ha giocato 53 partite, segnando ben 33 gol, un record battuto poi successivamente da Gigi Riva.

Gigi Riva: la bandiera del Cagliari

Bandiera del Cagliari, squadra con la quale ha giocato dal 1963 al 1976, Gigi Riva è stato uno dei giovani giocatori italiani più famosi ed iconici della sua generazione. Nonché uno dei più forti di sempre.
Nato il 7 novembre 1944, Gigi Riva è conosciuto soprattutto con il suo celeberrimo soprannome ideato da Gianni Brera: “Rombo di tuono. Questo stava ad indicare soprattutto il suo gioco caratterizzato da una prorompente esuberanza fisica.

La carriera di Gigi Riva ha avuto inizio nel Legnano in Serie C. Da qui, il passaggio al Cagliari è stato piuttosto breve non senza remore da parte della giovane promessa del calcio. Il ragazzo, infatti, era timido, taciturno e si ritrovava lontanissimo da casa. Ma la Sardegna diventa in poco tempo la sua terra adottiva: Riva si innamora della gente, della terra, arrivando anche a rifiutare offerte di squadre più prestigiose pur di rimanere a Cagliari. E’ proprio per questo atteggiamento che è considerato una vera e propria bandiera del Cagliari, amato dai tifosi e rispettato da tutti gli altri.
Una scelta, però, che gli impedirà di vincere trofei e competizioni.

Riva disputa bel 13 campionati consecutivi con il Cagliari: nel 1963-64 porta la squadra sarda dalla serie B alla massima categoria. In serie A metterà a segno 156 reti in 289 partite: una media superiore a 0.5 goal a partita.

Per quanto riguarda la Nazionale, è forse qui che troviamo le più belle imprese di Gigi Riva.
Il suo potentissimo mancino, infatti, ha contribuito alla vittoria del titolo Europeo del 1968 e ha portato la Nazionale al secondo posto nei mondiali in Messico del 1970.

Il periodo d’oro per Gigi Riva è quello che va dal 1967 al 1970. In questi anni ha ottenuto tre titoli di capocannoniere della serie A, i già citati successi azzurri, un secondo posto in campionato (1969, dietro la Fiorentina), uno Scudetto (nel 1970: l’unico conquistato dal Cagliari) ed un secondo posto nella classifica del Pallone d’Oro (1970, alla spalle del compagno di nazionale Gianni Rivera).

Ancora oggi, Gigi Riva è il migliore marcatore della storia dell’Italia.

Paolo Maldini: il figlio d’arte del calcio italiano

Storico capitano del Milan, con i rossoneri ha giocato dal 1984 al 2009, vincendo cinque Coppe dei Campioni e altri ventuno trofei, tra i quali anche 7 scudetti. Maldini è definito da molti uno dei migliori difensori di sempre. Un giocatore completo in grado di abbinare ottime doti tecniche ad un carisma fuori dal comune: capacità che gli hanno permesso di tenere la fascia al braccio per molti anni. E di vincere parecchio.

Nato il 26 giugno 1968 a Milano, Paolo Maldini è un vero e proprio figlio d’arte. Suo padre Cesare ha un glorioso passato da calciatore e, successivamente, anche da allenatore.
Paolo, quindi, non poteva trovare terreno migliore per coltivare il suo talento: un talento dimostrato più che brillantemente, addirittura superando il pur brillante genitore.

Il suo debutto in Serie A arriva a soli sedici anni con la maglia del Milan il 20 gennaio 1985 contro l’Udinese.
Fin dalle sue prime partite si intuisce subito il temperamento e la generosità del ragazzo, nonché la sua straordinaria correttezza in campo, una caratteristica che non ha mai perso nel tempo.
Con la maglia del Milan, Paolo Maldini, ha vinto praticamente tutto: 7 Scudetti, 5 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Mondiale per club, 5 Supercoppe italiane ed 1 Coppa Italia. Ha totalizzato ben 647 presenze in Serie A e 902 presenze con la maglia del Milan. Fa parte della Hall of fame del calcio italiano.

Per quanto riguarda la Nazionale, anche qui troviamo un record per Paolo Maldini: con il suo debutto in Nazionale a soli diciannove anni, è il giocatore con più presenze azzurre in assoluto, ben 126.
Ha preso parte a tre Europei e quattro Mondiali in quattordici anni, dal 1988 al 2002 non riuscendo mai a conquiste nessuno di questi titoli.